LA RIVOLUZIONE DI GENOVA NEL MARZO APRILE 1849

Tengo a chiarire che non sono uno storico e neppure ho la presunzione, con queste poche righe, di spiegare le ragioni di quello che accadde a Genova nell'aprile del 1849. 
Visto che, nonostante i 150 anni trascorsi nessun studioso  ha mai affrontato la materia, cercherò di fornire al lettore un'esauriente bibliografia; documenti, e qualche testo in essa elencato, e poi, usufruendo della stessa, chi n'avrà desiderio, potrà approfondire il tutto frequentando una buona biblioteca.
Per avere più chiari i fatti necessita comprendere il desiderio che da sempre ebbe il Piemonte di annettere Genova tra i suoi possedimenti, ed a tutti i tentativi perpetrati per raggiungere il suo scopo; uno dei più conosciuti, quello del Vachero, e non ultimo quello del 1746 quando Carlo Emanuele, unitamente all'Austria, piombò sulla Liguria; Maria Teresa, ben consapevole di ciò, spedì il re sardo sul Finale, occupando Genova con il suo esercito.

.......I generali di Maria Teresa, dovevano di conseguenza convincere Genova, che le loro richieste erano assai più accettabili di quanto non sarebbero state quelle del Re, (di Sardegna n.d.r) e che la loro presenza era addirittura provvidenziale, perché impediva ai piemontesi di mettere le mani su Genova.
E questo era un tasto assai sensibile per i Serenissimi; infatti, se non erano contenti della presenza di truppe tedesche in casa loro, erano però intimamente convinti che l'Austria fosse meno pericolosa del Piemonte. Alla fine della guerra pensavano - l'Imperatrice - avrebbe restituito i territori occupati, Carlo Emanuele no.
(Antonino Ronco
"Balilla e il suo tempo" Sagep Editrice 1977)

A questo punto facciamo un salto in avanti sino alla cacciata dei francesi, ed all'arrivo delle truppe inglesi comandate dal Generale Bentinck (aprile 1814) che, risalendo l'Italia giunge a Genova lanciando un proclama nel quale sembra voler ricostituire l'antica Repubblica.

............illusioni premature. Il Bentinck chiara figura di democratico idealista all'inglese, si è forse lasciato prendere dal sentimento ed è andato oltre i legittimi impegni. La decisione sugli stati "liberati" spetta alle potenze liberatrici e non ai singoli liberatori. (T.Ossian de Negri "Storia di Genova" Martello Editore 1968 )

Purtroppo tutto è vano, numerose sono le Suppliche e le Proteste che i vari plenipotenziari della Repubblica ed il suo presidente Girolamo Serra presentano all'Inghilterra ed ai partecipanti il Congresso di Vienna. A nessun risultato esse porteranno e nel gennaio del 1815 il Genovesato viene, a tutti gli effetti, annesso al Piemonte.

Gli anni che seguono sono senza dubbio molto duri per l'ex repubblica, sommersa da tasse e balzelli d'ogni tipo; i malumori vengono accentuati dalla totale incapacità del Piemonte, stato prettamente terriero, di comprendere le esigenze della Liguria, che da sempre era vissuta ed aveva prosperato grazie ad i suoi traffici marittimi. Ma l'orgoglio ligure poco incline a sottostare in silenzio a ciò, indispone il re di Sardegna ed i suoi ministri .

E' significativa al proposito una frase del ministro dell'interno Pinelli, pronunciata - si badi - ben sette mesi prima delle tragiche giornate di Genova riferendosi all'effervescenza degli ambienti democratici della metropoli ligure, l'autorevole uomo di governo piemontese non esitava ad augurarsi che essa sboccasse in qualche cosa di clamoroso: "Credo-egli affermava infatti-che uno scoppio di questi malumori che covano sia quasi desiderabile ". Ed era dello stesso periodo l'invio a Genova, in veste di nuovo governatore, del generale Giacomo Durando, munito - non si sa con quanto rispetto delle norme costituzionali - di un decreto di stato d'assedio in bianco.(L. Balestreri presentazione a: "I moti genovesi del '49" ERGA 1967)


Documenti:

La congiura del Vachero (1628)

Proclama del Generale  Bentinck comandante in capo dell'armata di S.M.B. nel Genovesato del 26-4-1814

Nota del Governo Provvisorio del Genovesato presentata al Congresso di Vienna in data 3-10-1814

Protesta del Governo Provvisorio del Genovesato presentata al Congresso di Vienna in data 10-12-1814

Proclama dei Governatori e Procuratori della Serenissima Repubblica di Genova del 26-12-1814

Protesta ed abdicazione del Governo Provvisorio di Genova datata  26 dicembre 1814

Proclama del Col. John P. Dalrymple Comandante le truppe di S.M.B. nel Genovesato  27-12-1814

Altro Proclama del Col. John P. Dalrymple datato  7 gennaio 1815

Riunione di Genova al Piemonte : Atto del Congresso di Vienna Art. 86. 87. 88. 89.

Condizioni concordate dalle potenze alleate a norma delle quali il Genovesato fu riunito al Piemonte.

Testo degli articoli dell'armistizio stipulato a Novara il 26 marzo 1849 tra l'esercito di
S.M. Imperiale Austrica e S.M. il Re di Sardegna

Testi

Diario dell'anonimo di Marsiglia (1850)

Relazione della commissione per l'accertamento dei danni (*)  

Balestreri L. presentazione a : "I moti genovesi del '49"

Piccole biografie di alcuni personaggi 

Bibliografia

Download

Download " Diario dell'anonimo di Marsiglia " 

Download " Presentazione a: " I moti genovesi del '49 "

Download " Relazione dei danni subiti da Genova " (*)  

(*)  Questa nota dei danni, fa unicamente capo a furti, stupri, rapine e altro, perpetrati da singoli o gruppi di soldati contro la popolazione, ma non fa riferimento ai danni ed alle morti procurate dal furioso cannoneggiamento effettuato dalle truppe di La Marmora contro la città, che colpì in particolare l'ospedale di Pammatone

Un salto in avanti...10 settembre 1943